Articolo di Elisa Serafini
Si è conclusa domenica la prima edizione di Interlibertarians, conferenza internazionale di partiti, associazioni e movimenti che si riconoscono nel pensiero libertario.
Durante la conferenza, svoltasi a Lugano, non sono state presentate solo “esperienze” dei diversi movimenti, ma soprattutto proposte concrete per riformare la politica, l’economia, le istituzioni e il fisco.
Tra i relatori si sono distinti gli interessanti interventi di Philip Davies, membro del Parlamento Britannico, conservatore, euro-scettico e mercatista, e quello del prof. Bertrand Lemmenicier, guru della teoria politica libertaria francese ed internazionale.
Tra i partecipanti italiani spiccano con forza le esperienze rivoluzionare di Leonardo Facco e Giorgio Fidenato, (Movimento Libertario) da tempo impegnati in due importanti battaglie di liberta’: una contro la pratica del sostituto d’imposta e l’altra a favore della coltivazione e distribuzione degli OGM.
La prima battaglia vede l’imprenditore Giorgio Fidenato impegnato a protestare contro quella che definisce una “schiavitù imposta dallo stato”.
Fidenato già da tempo versa ai suoi dipendenti l’intero contenuto della busta paga, lasciando agli stessi il compito di pagare le imposte, ma, proprio per questo motivo, l’imprenditore si è persino autodenunciato all’I.N.P.S., all’Agenzia delle Entrate ed al Ministero delle Finanze.
Ha, insomma, iniziato una battaglia che rappresenta un mix fra la disubbidienza civile e la resistenza fiscale. Battaglia simile quella a favore degli OGM, presentata durante la conferenza con tanto di confronto reale tra pannocchie biologiche e transgeniche (queste ultime ritenute per i consumatori molto più sane delle prime, per la loro capacità di eliminazione dei parassiti).
Un contributo è arrivato anche da chi scrive, che ha presentato il progetto di ConfContribuenti che mira a proporre a candidati di tutti i livelli di governo, un “impegno” a contenere la spesa pubblica, al pareggio di bilancio e alla riduzione delle tasse.
Molto interessante poi l’intervento di Francesco Carbone (UsemLab) che ha proposto una riforma del sistema monetario e bancario internazionale che porti ad un sistema di concorrenza tra valute.
Idee simili sono arrivate da Thomas Jacob, economista svizzero promotore di una riforma del Franco Svizzero in senso “aureo”, mentre altri due svizzeri, Paolo Pamini (ricercatore) e Rivo Cortonesi (Liberisti Ticinesi) hanno presentato rispettivamente una proposta di riforma al sistema istituzionale svizzero in senso confederale, e una proposta di riforma dell’istruzione di respiro totalmente libertario.
Interessante, infine, l’intervento di Mathias Muller, vice-presidente dell’UDC/SVP (primo partito svizzero per consenso politico), il quale ha presentato una proposta concreta per diffondere gli ideali liberali tramite l’azione politica.
E’ infatti l’azione politica a mancare spesso, negli ambienti liberali e libertari europei.
Di frequente, infatti, questi movimenti si sono limitati a fare “cultura”, o a portare avanti rivoluzioni di respiro assolutamente elitario.
Muller propone invece ai libertari di tutto il mondo (erano presenti anche alcuni americani di Students For Liberty e del Language of Liberty Institute), di scendere in politica (e non pensare solo a think tanks o fondazioni), e lavorare affinché gli ideali liberali vengano diffusi alle masse e non solo alle elite.
Il confronto internazionale ha permesso a tutti questi movimenti di fare finalmente network e di confrontarsi su tematiche reali che potrebbero davvero portare a una svolta nella storia politica ed economica del vecchio continente.
Pensiamo solo alla riforma in senso aureo del Franco Svizzero.
Questa proposta è arrivata al Parlamento Elvetico e, se votata, sconvolgerebbe del tutto i (dis)equilibri macroeconomici mondiali, riportandoci forse, all’uso di una moneta “sana” di sicuro valore, non falsato dalla prepotenza inflazionistica dello Stato.
Tra proposte ed esperienze, una cosa è certa: i liberali hanno finalmente capito che è necessario lavorare insieme, superando le barriere nazionali e riconoscendoci tutti in un’unica società, una società da cambiare, da rivoluzionare, ma per la quale dovremo, necessariamente, lavorare insieme.
Elisa Serafini è Tesoriere Confcontribuenti
Tratto da http://www.confcontribuenti.eu