Libertari di tutto il mondo incontriamoci a Lugano

Articolo di Rivo Cortonesi (membro del Comitato organizzatore)

“Non c’è modo di evitare il collasso finale di un boom indotto da un’espansione creditizia.

La scelta è solo se la crisi debba avvenire prima come risultato dell’abbandono volontario di un’ulteriore espansione del debito o più tardi con la totale catastrofe del sistema monetario coinvolto.” (Ludwig von Mises)

Egregi lettori, la “profezia” di Ludwig von Mises, uno dei maggiori esponenti della scuola austriaca di economia, sui cui fondamenti teorici si regge tutto l’impianto intellettuale del liberismo, sembra allungare la sua ombra poco rassicurante sul nuovo anno.
Le politiche keynesiane messe in atto dagli Stati e dalle banche centrali per mantenere acceso il motore della cosiddetta “crescita”, nonostante il tam tam mediatico che le accompagna, si stanno rivelando fallimentari e lo sconquasso monetario e finanziario che ne consegue rischia di minare alla base le condizioni minime per un libero scambio di merci e di servizi fondato su condizioni al contorno “sufficientemente stabili nel lungo periodo”.
Mai come oggi risulta problematico fare l’imprenditore e progettare lo sviluppo di un’azienda: si sta giocando una partita dove le regole del gioco vengono mutate in continuazione (nuove e sempre più invasive regolamentazioni, con conseguente accresciuto peso della burocrazia) e quelle del mercato sono sempre più ridicolizzate da monete “disoneste”, che non rappresentano più nessun bene reale, ma sono solo frutto dell’arbitrio dei monopolisti della stampa di denaro falso: le banche centrali.
In queste condizioni il capitalismo in generale e le aziende in particolare rischiano di prendersi anche le colpe che non hanno, perché, prima o poi, non saranno più in grado di arginare l’inflazione o la deflazione che si scateneranno, con evidenti ricadute sociali negative, alle quali si cercherà di porre un freno con il solito modo cui sono avvezzi gli uomini dello Stato: tasse e balzelli.

Gli imprenditori che hanno davvero a cuore la libertà credono dunque che sia giunto il momento di rivedere un modello economico, ostacolato dall’iper-regolamentazione, drogato attraverso il debito pubblico e privato, e condizionato dal nervosismo finanziario e valutario, per tornare ad un’economia “sana”, fondata sulla responsabilità individuale, la difesa del risparmio, il lavoro “vero” e la stabilità monetaria.

Con questo spirito costruttivo i Liberisti Ticinesi ed il Movimento Libertario si sono fatti promotori dell’organizzazione a Lugano, nei giorni 2 e 3 aprile, della prima conferenza internazionale dei partiti e dei movimenti libertari Interlibertarians 2011, affinché si possano dare risposte positive al diffuso disagio e alla manifesta apprensione che comincia a serpeggiare nella società civile.

La ricetta: la difesa integrale della “libertà individuale”, della “proprietà privata” e del “libero scambio” dall’eccessiva ingerenza dei regolamentatori e dei tartassatori, e il ritorno a “monete oneste”,  fondate cioè sulla parità aurea.

Come raggiungere questi obiettivi, riassunti nella slogan della conferenza “Trovare una via di uscita per ridare speranza ai cittadini”, sarà appunto il compito di quanti, svizzeri e stranieri, parteciperanno ad Interlibertarians 2011.

L’evento dovrebbe avere cadenza annuale e richiamare dunque ogni anno su Lugano e sul Ticino l’attenzione della comunità internazionale.

Ci auguriamo che possiate partecipare numerosi per il successo di Interlibertarians 2011.

Grazie per l’attenzione.
Cordiali saluti.

Tratto da http://www.movimentolibertario.it/

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