Qualcuno (forse) potrà rimanere deluso dalla tesi di fondo leggendo il contenuto di questo mio articolo, ben sapendo qual’è il mio giudizio sul personaggio Silvio Berlusconi forse si sarebbe potuto aspettare chissà quale strafottente ironia e filippica nei suoi confronti.
Eppure faccio notare per i navigatori meno attenti (e meno libertari), che quanto ho scritto in questo articolo è già sufficiente per definire un quadro sconfortante e desolante della politica italiana in primis nei confronti di Silvio Berlusconi e del suo partito.
Su questo blog si discute di argomenti razionali e intelligenti in nome della Libertà; non di come la sinistra debba (continuare a) egemonizzare il potere in Italia (in tutte le sue varie nefaste camaleontiche forme)…!!!
Qua non abbiamo mai dato conto di molte chiacchiere o vicende private solitamente trattate dai giornalai di Palazzo, va da sè però che in questa occasione data l’incidenza e le possibili conseguenze sul piano politico dei fatti ho sentito necessario porre una mia opinione sull’intera faccenda tenendo presente che la mia critica a Silvio Berlusconi si muove su un piano ben più profondo di quello superficialmente mosso in questi giorni come divertissiment per le masse.
Sul piano strettamente politico e culturale non ha nulla a che fare con una critica moralista legata al suo vissuto personale privato laddove questo non sia un riscontro pertinente per muovere una critica in favore di una maggior estensione della libertà nella società anche laddove questa è oggi da lui negata politicamente nell’ambito delle questioni civili e delle libertà individuali agli altri cittadini.
Nè essa può trovare coincidenza o condivisione con la critica tradizionalmente della sinistra antiberlusconiana girotondina e salottiera, dato che i miei standard di libertà e di cognizione risultano essere ben più elevati e antistanti (oltrechè antitetici) da quelli normalmente impiegati dai sinistrati nei loro pseudoragionamenti politici.
D’altrocanto che Berlusconi sia un comunista statalista è assodato dai suoi canonici 17 anni di carriera politica (ufficiale) inconcludente e dai suoi stretti rapporti proprio con i sedicenti moralizzatori dell’antiberlusconismo militante, e questo certamente non solo va rammentato ma anche denunciato apertamente dato che il teatrino si basa sopratutto su questo continuo feeling ad oltranza.
Che Berlusconi sia oltre che un comunista, in ambito privato anche un libertino e un puttaniere incallito francamente non sta a noi (nè ai giudici) criticarlo (o giudicarlo) per questo.
Faccio però notare che entro una scala di valori già ampiamente politicamente orientata nettamente verso il peggio in questo Paese (di cui ricordiamo, Silvio Berlusconi è solo conseguenza del sistema pur essendo al momento il principale agente in esso), è transitoriamente meglio sopportabile un comunista libertino al potere a un nugolo di comunisti fanaticamente moralisti, strepitanti all’opposizione.
Detto questo però bisogna anche far notare a fronte di tale paradosso (che ben dimostra l’assenza di una vera destra liberista e liberale e conservatrice in Italia) come tale gradiente nulla tolga all’ipocrisia di tale comunista libertino nell’esercizio delle sue funzioni (che spiega come mai neppure lui vada sostenuto o votato prossimamente), in quanto come andrò trattando qua sotto nel mio articolo, non solo egli continua a nascondere e negare spudoratamente ciò che sino a prova contraria di buon senso non è un crimine, ma anche ciò che ormai appare palesemente chiaro a tutti dalle maliziose cronache di questi giorni.
Addirittura (ed è qui cosa ancor più grave) Silvio Berlusconi dimostra l’incoerenza del suo concetto di libertà personale anzitutto rispetto a quello rivolto agli italiani (anche suoi elettori), nel poter agire nella libertà di azione e di coscienza propria in ambito sessuale come più questi ritengono.
Se avesse riconosciuto pubblicamente le sue avventure sessuali casalinghe davanti agli italiani e ai suoi elettori (anzichè negarle), non solo ne avrebbe giovato come immagine a fronte delle critiche, ma quantomeno avrebbe ridestato viva attenzione sul tema della Libertà che lui stesso comunque sino ad oggi ha negato palesemente, nella sua lunga azione di governo (facendo riferimento non solo alla corrente legislatura).
Insomma se anzichè fare il “democristiano” Silvio Berlusconi si assumesse una volta tanto nella sua vita, le sue responsabilità difendendo quantomeno la sua privacy e vita personale in termini liberali come farebbe una persona libera e un coerente conservatore senza dover incorrere ad una prossima nuova decretazione “ad personam” questo quantomeno gli avrebbe giovato a livello di coscienza personale.
Ma dato che Berlusconi non solo non è un liberale ma neppure un conservatore, egli non riesce a sfuggire alla tentazione di mentire, non riesce insomma neppure a difendere pubblicamente la sua stessa libera condotta personale quando essa diventa argomento di discussione nazionale, in particolare non lo riesce a fare con lucidità e rigore che necessiterebbe il caso (quindi senza appellarsi a un qualche complotto ai suoi danni o senza pretendere dallo Stato una qualche scappatoia personale) senza apparire ridicolmente mistificatore di sè stesso.
Fatta tale doverosa premessa, iniziamo ad analizzare l’accusa e gli ultimi capi di imputazione giudiziaria mossa nei confronti di Silvio Berlusconi i quali a mio parere sono palesemente ridicoli (concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile) e ripeto, qua lo scrivo non certo perchè a me piaccia Silvio Berlusconi come politico o per quel che lui rappresenta (il che appunto sarebbe sempre bene e lecito al fine di tenere lucida e attiva la mente ogni tanto chiederselo come in questo blog cerco di fare al di là del tradizionale schema del teatrino predeterminato dall’alto e dai cortigiani di palazzo) quanto sul piano del mero diritto naturale e dei principi di Libertà.
I giudici se fossero stati seri, lo potevano incastrare con l’unico reato non da loro contemplato (e che caso!): abuso d’ufficio per le pressioni da lui fatte sul questore con la famosa telefonata sulla pseudo-nipote di Mubarak (tralaltro anche per falsa affermazione).
Invece no, si prende a pretesto la telefonata solo come input (anzichè come output) per realizzare una inchiesta giudiziaria ipocrita e costruita sul mero squallore in stile Vallettopoli, basandosi su presunti sfruttamenti (di chi?), concussioni (ma di cosa?) e favoreggiamenti-istigazioni al sesso casereccio.
La cosa appare tanto più surreale e ridicola per il fatto che Ruby, la protagonista delle cronache giudiziarie da cui è scaturita l’inchiesta, non sia stata fermata o perquisita fuori da Arcore (con la somma di denaro in tasca, che comunque qualora anche ci fosse stata non avrebbe significato nulla dato che i filantropi sono notoriamente generosi e donatori di loro spontanea iniziativa e questo non implica automaticamente nè un rapporto sessuale nè il “”reato di prostituzione”"” da parte dei riceventi…), ma in altra occasione (a causa di un furto da lei compiuto) in altra sede e contesto temporale differente.
Quindi decade ogni ipotesi di remake in stile “tangentopoli” dato che non c’è nulla, nessuna prova che ci induca a credere con assoluta certezza che il mero invito in una casa privata da parte di una persona, comporti necessariamente prestazioni sessuali (e comunque se anche queste fossero avvenute come è appunto assai probabile, dov’è il problema in una proprietà privata e tra persone consenzienti?).
Ruby o le altre ragazze coinvolte non hanno denunciato Berlusconi nè per violenze sessuali nè per stupro.
Ma evidentemente per i moralisti cattocomunisti (o talebano-comunisti che poi è la stessa cosa!) i filantropi sono anzitutto tutti dei concussori!.
Chiunque doni del denaro lo fa per sesso….!!!
Udite, udite la perversione che si nasconde nel vil denaro!.
Lo avessero detto ai sindacalisti della FIOM prima del referendum di Mirafiori una simile frase…!.
Invece per la sinistra è più facile prendersela con una ventina di ragazze vogliose di mettere in mostra le loro grazie a Silvio Berlusconi e ai suoi amici….
Stando ai loro sinistri schemi mentali desunti evidentemente da Freud e da Khomeini, una persona avente un rapporto sessuale con una persona non di sua pari età è quindi uno sfruttatore!.
Per andar sul “”sicuro”", pure i ragazzini coetanei che fanno sesso minorenni tra loro sono dei puttanieri sfruttatori e pure quelli maggiorenni che non sposati amoreggiano tra loro nelle loro abitazioni private senza il riconoscimento legalitario dello Stato del loro status civile giuridico sono dei concussori puttanieri!.
Si alzino ordunque i cori studenteschi asinini dei “vergogna!, vergogna!”…
Sempre secondo la sinistra d’opposizione, le donne sono sfruttate e c’è una violenza inenarrabile nei confronti di una ragazza minorenne solo formalmente (non certo nel corpo e neppure negli atteggiamenti!) che da tempo bazzicava in localini a luci rosse e sui cubi delle discoteche di mezza Italia (il che comunque non implica che fare la cubista sia equivalente a fare la prostituta, ma comunque non era certo una dama di carità neppure prima di essere introdotta nella casa del primo marpione d’Italia…).
Insomma fare la puttana o la cubista è reato?!.
Per la sinistra di opposizione parrebbe di sì sempre e comunque, per la sinistra di governo sembrerebbe di no, o quantomeno non quando tale attività la si esercita nella residenza del premier…
Scattino allora le sinistre retate e le manette della buoncostume in ogni locale pubblico!
Si dia inizio a una “nuova era di legalitaria moralità per il bene comune e dei più piccoli”!.
Perchè tutto ciò che non si riferisca alla donna come lavoro in catena di montaggio o per fare i figli per conto dello Stato e la gloria del proletariato welfarista è pura violenza sessuale e abuso nei suoi confronti!.
Siamo al femminismo del focolare domestico e dei figli della lupa!.
Altro che pericolo radical-chic, libertino e progressista!.
Qua siamo con gente che vive con una mentalità da repubblica islamica!.
In pratica qua abbiamo a che fare con una guerra intestina tra una sinistra libertina e puttaniera e una sinistra talebana e reazionaria per via politico-giudiziaria.
La vera notizia in tutta questa farsa è che in questo caso i giudici hanno completamente sbagliato in pieno i capi di imputazione all’inquisito Berlusconi.
Praticamente gli stanno tirando la volata pre-elettorale (e forse lui non l’ha nemmeno capito!).
Ormai la sinistra giudiziaria sbaglia i reati da imputare a Silvio!
Siamo al colmo!.
A voler pensare male direi che la Bocassini è pidiellina e non ama la sinistra partitica d’opposizione!.
Trattasi insomma di uno pseudoscandalo che diventerà un clamoroso boomerang per la procura di Milano e che permetterà a Silvio Berlusconi non solo di andare alle urne anticipate ma anche di vincere in entrambe le camere (parlamentari); nonostante in apparenza (e forse anche per paura che il livello di fango aumenti) nel PDL si faccia quadrato e si sfiori la crisi di nervi.
Scommettiamo che alla fin fine il tutto si risolverà nell’ennesimo trionfo elettorale di Silvio Berlusconi?.
D’altronde si sa bene che la sinistra d’opposizione a livello politico è abile a far vincere Berlusconi e certamente per loro conviene sparare a zero sul premier su questioni eminentemente personali anzichè su questioni economiche liberiste o libertarie nella speranza di continuare a governare a distanza con “l’utile idiota di Arcore” senza che nulla mai cambi (in meglio) in questo Paese.
Insomma, guardando in alto al di là del teatrino e dei giochi delle parti, questo è un regalo pre-elettorale da parte dellle cattive toghe rosse comuniste a Berlusconi (gente che tafazzianamente è in grado di trasformare un declino di Silvio annunciato nell’ennesima recita vittimistica di resurrezione politica).
Il tema delle giustizia anche nel 17° anno di vita politica (ufficiale) di Berlusconi sarà il tema della prossima campagna elettorale!.
I giudici stanno realizzando una nuova vallettopoli in stile Woodcock con medesimi esiti, non ci saranno prove rilevanti che potranno dimostrare la concussione (ma da parte di chi e di cosa?) e lo sfruttamento di prostituzione minorile.
Anzitutto perchè la concussione non è dimostrabile che sia legata a prestazione sessuali (in Italia al di là dell’ipocrisia e della morale, i soldi li prendono tutti se qualcuno glieli allunga, in primis a sinistra sia fuori che dentro ai Palazzi….).
In secondo luogo il reato di prostituzione non esiste in un ambito privato come una casa privata, inoltre è un ipocrisia di stampo talebano-iraniano ma lo è a maggior ragione a fronte di una sinistra retorica perbenista a “difesa” delle pseudovittime, le quali certamente non solo non sono vittime ma praticano consensualmente tali prestazioni sessuali di loro iniziativa e volontà.
Questo può dare a fastidio a molti moralmente ed eticamente in chiave soggettiva (specie tra i collettivisti), ma sul piano della libertà e del diritto naturale queste sono questioni che non dovrebbero essere punite e che non dovrebbero essere giudicate (specie in un processo) pubblicamente.
Come diceva Spooner: i vizi non sono crimini.
Ma di fatto con tale ultima faccenda giudiziaria, a fronte di una situazione italiana basata sullo scandalo proibizionista della prostituzione, si sovrappone uno scandalo ancor peggiore in termini di mistificazione e illiberalità!.
La magistratura riesce a rendere ancor più ridicola e surreale tale ipocrisia da ancient regime, arrivando in termini puritani a punire anche la prostituzione di escort e presunte amiche dei potenti politicanti legislatori.
La funzione della magistratura non è quella di risvegliare le coscienze del diritto naturale o delle libertà nel nostro Paese come in un sistema di Common Law anglosassone, quanto semmai di concludere l’iter proibizionista aperto e sancito dall’ipocrisia politica in termini repressivi in materia di libertà sessuali individuali (che saranno anche considerabili poco licenziose o libertine da alcuni in chiave personale ma che formalmente fintanto che sono libere e non assistenziate dallo Stato dovrebbero essere quantomeno tollerate da tutti, anche dai “benpensanti”) arrivando alla volontà utopica e totalitaria di voler bandire per via giudiziaria la prostituzione dall’Italia.
L’inquisizione è tornata e indossa la toga dello Stato italiano (e la cosa non mi stupisce affatto…)!.
Per la magistratura tutti gli italiani (non solo Berlusconi) vivono già oggi nel più sfrenato, godereccio e lussurioso dei mondi immaginabili…!.
Urge il cilicio e la moralizzazione coatta a tutti quanti…!
Le colpe allora sono suddivisibili in: quelle giudiziarie e quelle politiche.
La magistratura non è da oggi che intavola indagini e inchieste molto spesso inutili e dispendiose al solo scopo di dimostrare di essersi guadagnata la pagnotta, bisogna però ricordare come in una Democrazia, la magistratura intepreta le leggi emanate dal potere legislativo-esecutivo, appare quindi evidente che il problema derivi sempre da quella stessa vuota politica inconcludente e sloganistica che in 17 anni di attività non ha realizzato nè le riforme necessarie in ambito giudiziario, nè una estensione delle libertà individuali in Italia (ma semmai il suo contrario).
Che la sinistra d’opposizione si attacchi morbosamente al “bunga bunga” di Berlusconi, tratteggiandolo al pari di un prete pedofilo o come un “mostro del Circeo” (neppure più come i sinistrati liberal Bill Clinton o JFK di cui Berlusconi è da sempre un ammiratore…), che questa miri a eliminare politicamente dalla scena politica Berlusconi attraverso fittizie accuse giudiziarie (anzichè su altre ben più rilevanti e forse compromettenti anche per loro…) come una sorta di Al Capone di inizio XXI secolo, è palese.
E’ lo schema giustizialista e giacobino ed è il segno della disperazione culturale e politica di una opposizione mentalmente sfigata e patetica (oltrechè nel suo complesso, demenziale) che a fronte del consenso e dell’abilità di Berlusconi a proporre meglio di loro i temi e le questioni prettamente stataliste si trincera nel trinariciuto moralismo puritano.
Il problema allora da porsi è quello di una critica a Berlusconi di natura politica e culturale non certo sessuale o privata.
La prostituzione è il mestiere più antico del mondo, è una libera scelta individuale praticata col proprio corpo (che è di proprietà della prostituta non dei pm o dei magistrati) e di fatto in una società del diritto, liberale e libertaria non dovrebbe neppure essere contemplato come reato.
Capito!?.
Invece dato che in Italia non siamo in una società con simili caratteristiche, ci ritroviamo nella surreale condizione di un primo ministro il quale negli anni passati, con i decreti Carfagna proibizionisti sulla prostituzione ha reso più stringente il libero esercizio di tale attività, che ora viene paradossalmente condannato proprio per tale reato.
Insomma l’ennesimo autogol di Berlusconi (che dimostra a posteriori concretamente tutto lo spessore e l’acume del “grande statista” all’opera)!.
Ci ritroviamo in una condizione di dissimulato perbenismo e moralismo italico a mezzo stampa, basato su retorici valori enunciati legati al bene della “famiglia e alla sacralità del matrimonio” in prima battuta dai politici (anche di “centrodestra”) in chiave elettorale che vengono poi (per fortuna) completamente disattesi (e non solo perchè sono delle idiozie, ma anche perchè non ci sono più i soldi in cassa per farle!).
Non a caso sempre più sui giornali compaiono indiscrezioni e rumors sulle avventure proibite della Casta ma il vero scandalo è che questa possa farle mentre gli altri qualora le volessero fare a pagamento, non le possono fare senza incorrere in multe o sanzioni pecuniarie salatissime (atte a riempire le casse alle amministrazioni comunali).
La prostituta è divenuto un tabù per i comuni mortali e un lusso privilegato (segno del comando e del potere) per i soli politici assieme alle autoblu e ai voli di Stato gratuiti….
Basta questo per capire in che società viviamo e su che livello si misurino le cose quando ci si affida ai politici…!
Il problema vero non si pone però entro la logica del “predicare bene e razzolare male”, dato che il punto della questione non è quello giustizialista, ovvero che Berlusconi vada a puttane (risultando quindi un fuorilegge) mentre tutti i comuni italiani non fanno; il vero problema è semmai che Berlusconi vada a puttane mentre al resto degli italiani (non affiliati ai partiti politici) tale libertà è, eufemisticamente, resa molto difficoltosa se non sconsigliata pecuniariamente da attuare (insomma è proibita) qualora la volessero esercitare.
Il problema, da un punto di vista libertario è insomma la legge sulla prostituzione che è profondamente sbagliata sia per i clienti che per le offerenti del servizio sessuale.
Non è tanto la questione di un Berlusconi che ci vada più degli altri (anche in relazione alle sue disponibilità economiche ingenti), quanto il fatto che ci vada a scapito degli altri in quanto è un legislatore proibizionista ipocrita.
Certo la cosa dà fastidio se posta in tali termine ma allora perchè non rivedere la legge e ampliarla in chiave permissiva e di libertà?.
Il punto vero da criticare a Berlusconi è che questi sia stato tra coloro i quali più si è impegnato per attuare leggi proibizioniste e repressive nei confronti delle libertà individuali dei comuni cittadini in ambito sessuale.
La sua ipocrisia (parecchio “democristiana”) sta nel proibire agli altri ciò che a lui e ai suoi colleghi non viene negato.
Berlusconi non avrebbe dovuto (se fosse stato un vero liberale classico) proporre tali tematiche stataliste in agenda come programma del suo governo anche in ambito sessuale, specie se lui stesso era avezzo a tali tentazioni e appetiti….
Che la sinistra d’opposizione oggi lo incalzi sessuofobicamente con la retorica paternalista, moralista, tardo-vittoriana e talebano-vaticana è evidente e per certi versi pure prevedibile in quanto essa obbedisce ciecamente alle leggi da essa stessa proposte, difende la magistratura da essa stessa rappresentata e ovviamente difende la sacra inviolabilità di leggi (inique e illiberali) solo in quanto legalisticamente approvate (contro gli altri).
Insomma non stupiamoci se tale sinistra pone una strenua difesa a favore del collettivismo, della negazione delle libertà individuali di scelta e di azione responsabile; essa si pone escatologicamente (al pari di quella americana “benpensante”) su un filone proibizionista e fascio-clerico-comunista teso a negare al singolo il libero arbitrio, volendo decidere cosa va tutelato e cosa va garantito all’individuo (anche contro la sua volontà) dall’alto.
Su tali basi di cieca obbedienza alla legge si fondano i loro regimi totalitari e certamente se Bersani se ne esce con frasi tipo “dobbiamo difenderere e tutelare i minori“ o altre che puzzano di classismo marxista psicopatologico e se L’Unità pubblica un titolo che chiunque dotato di un buonsenso si vergognerebbe a pubblicare, è evidente che intendono imporre il diritto positivo da parte dello Stato di decidere cosa è utile per i minori (anche al posto dei genitori).
Nel caso poi Ruby, appare evidente che tale ragazza emancipata fosse al di là della sua minore età formale (ma ricordiamoci che in altri paesi si vota a 16 anni e in altri ancora ci si sposa a età da scuola elementare senza che la sinistra d’opposizione si indigni come nel caso di Ruby!) non solo padrona del suo destino ma consenziente e volontariamente propensa a fare la prostituta o la ragazza di facili costumi.
Ebbene dov’è lo scandalo?.
Ha danneggiato qualcuno con la sua attività?, ha creato una violenza verso il prossimo e le altrui proprietà?.
No.
Eppure il reato a lei imputato è quello di fare la prostituta e solo perchè la legge (stabilita da sedicenti moralizzatori della “virtù pubblica”) lo vieta (in termini illiberali).
Come dire, se la politica approvasse una legge per via democratica in parlamento che vietasse l’omosessualità per legge è assai probabile che i sinistrati antiberlusconiani come tanti filistei oggi sarebbero formalmente rispettosi di tale aberrazione legislativa scritta su carta e applaudirebbero quei zelanti giudici che sanzionassero (magari con un corda attorno al collo) i presunti omosessuali catturati (magari con retate in case private anche presso parecchi politici della maggioranza…) in atteggiamenti contrari alla morale stabilita dal legislatore, al pari di quanto sta avvenendo in questi giorni con le ragazze del Bunga Bunga!.
Praticamente la logica che sottende tale ragionamento della sinistra d’opposizione è la stessa presente nei regimi dittatoriali islamici!.
Con lo stesso ragionamento del burocrate aguzzino, la procura di Milano ritiene Berlusconi e i suoi amichetti sono dei clienti sfruttatori o dei papponi.
Peccato che come dice il libertario Walter Block nel suo libro Difendere l’indifendibile edito da Liberilibri, tutto ciò non implichi automaticamente nè violenza nè un danno direzionalmente imposto ad altri (in primis alle prostitute che a questi si rivolgono in cambio di favori, compensi o lavori in televisione).
Insomma per concludere la notizia è che la magistratura e la sinistra politica d’opposizione non riescono più a imputare dei reati seri e convincenti contro Berlusconi e la sua sinistra di governo laddove anche ci sarebbero (vedi l’abuso d’ufficio)!.
In compenso in un Paese puttaniere e libertino dalla doppia e facile morale sui valori come è l’Italia tale accusa non solo è di per sè ridicola, ma di fatto diventa una seria premessa per un ulteriore peggioramento (qualunque sia la conclusione della vicenda giudiziaria) della situazione per le libertà individuali in ambito sessuale (ma non solo!) di tutti quanti.
Non solo per Silvio Berlusconi!.
E’ assai prevedibile che tale questione farà scuola a livello giudiziario nel nostro Paese e ovviamente anche a livello politico, comunque vada, la pseudodestra cercherà poi di “purificarsi” l’immagine in chiave elettorale, dalle presunte colpe davanti agli occhi degli elettori di centro e moderati (ma anche agli occhi del Vaticano) proponendo a sua volta nuove norme contro la prostituzione in una gara al massacro della Libertà nel nostro Paese!.
Statene certi che andrà a finire così…!
Il punto comunque non è il fatto che Silvio Berlusconi sia imputato (la cosa per certi versi è rilevante sul piano politico ma in termini completamente differenti o ininfluenti lo è anche sul piano del diritto giusnaturale) il punto vero è il messaggio che viene fatto passare da tale vicenda come dogma o nuova imposizione etica dall’alto ai costumi nazionali.
Tanto più che non c’è correlazione di favoreggiamento della prostituzione a fronte della vita libertina e dissoluta svolta da Ruby (e da altre ragazze) già in passato anche in altri locali e luoghi d’Italia già prima di incontrare Berlusconi in un luogo privato quale la sua residenza.
Che poi altre ragazze o prostitute possano aver avuto rapporti con Berlusconi la cosa è irrilevante sul piano della questione per quanto già detto sopra (visto anche l’ambito privato in cui si sono svolti).
Semmai il punto vero è quello inerente l’abuso d’ufficio attuato dall’alto della sua carica di primo ministro sul pronto rilascio della giovane dopo il fermo per furto; ma ciò non ha nulla a che fare con le panzane propinate dal PD a livello massmediatico in questi giorni!.
Non c’è alcun rischio alla sicurezza nazionale nè nessun condizionamento della vita politica italiana per via delle prostitute frequentate da Berlusconi (ma non solo da lui) in casa, perchè le responsabilità del Paese restano da parte della classe politica in ben altri ambiti più delicati: quelli economici.
Il Paese è già ridicolmente ai minimi di credibilità come classe politica in generale e per via di un debito pubblico destinato a mandarci ufficialmente in default nei prossimi mesi o entro pochissimi anni.
All’estero potranno anche leggere le notizie di costume e di gossip ma certamente quando ragionano guardano anche i numeri dei conti pubblici e dei saldi in passivo tra deficit e PIL.
Le questioni boccaccesche di Silvio insomma restano parte del teatrino kafkiano della politica italiana, il fatto che queste vengano interpretate in chiave ipocrita e talebana dimostra come non ci si mai limite al peggio e allo squallore illiberale sia tra le cosche partitiche sinistrate italiche (rispettivamente di maggioranza cattosocialista e d’opposizione cattocomunista), che di conseguenza anche da parte del sistema in tutti i suoi tre poteri istituzionali.





































































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