Politico A: Dai, su! Dobbiam far qualcosa per la previdenza sociale, ci son sempre più vecchietti che finiscono a far i barboni in strada.
Politico B: Senti qua, finché lavorano li obblighiamo a versare i soldi in un fondo fiduciario, poi quando smettono di lavorare campano un po’ con gli interessi e un po’ attingendo dal fondo.
Politico A: E se uno non ha lavorato o ha lavorato troppo poco?
Politico B: E allora vorrà dire che gli daremo un minimo per sopravvivere che preleviamo dalla fiscalità generale.
Politico A: Ma non sarebbe dignitoso! Ascolta qua invece: imponiamo ai giovani di versare parte dello stipendio e con quello che versano diamo un piccolo stipendio a chi lascia il lavoro, che chiameremo pensione, solo leggermente più basso di quello che percepiva quando lavorava, diciamo l’80%, quindi basterebbero tre lavoratori per mantenere un pensionato; e più o meno la proporzione che abbiamo oggi è questa, anzi ci avanzano pure un po’ di soldi.
Politico B: Sì, però mi sfugge una cosa, quando quelli che lavorano vanno in pensione come facciamo a trovare i tre lavoratori che li mantengono? La popolazione deve triplicare.
Politico A: Ah! Si vede che non hai mai letto Malthus, vero? La popolazione cresce esponenzialmente, oggi gli italiani sono quaranta milioni, ma prima della grande guerra erano una ventina, e presto saranno sessanta, e pagheranno la pensione a quelli che erano venti milioni nei primi novecento.
Politico B: non fa una piega.
Politico A: questo sistema può continuare a tempo indefinito, prevedo che verrà adottato almeno fino al 2100 quando secondo i miei calcoli la popolazione italiana sarà di circa un miliardo e mezzo di individui e, se ancora non vivremo in una economia della abbondanza che renderà inutile porsi il problema, possiamo farlo arrivare fino al 2200 con i suoi tredici miliardi di Cittadini Italiani.
Politico B: Geniale.
Tratto da http://thenewastrolabio.wordpress.com/