Articolo di Leonardo Facco
Tra i “nazi-comunisti” che sono stati denunciati per apologia di reato, procurato allarme, violenza privata ed altro ancora, Luca Zaia è quello meno raccomandabile.
Con pettinatura e ghigno da gangster siculo-americano Anni ’30, con la tesserina della Lega in tasca (oggi l’unico vero partito nazional-socialista italiano), il presidente della Regione Veneto è la peggiore espressione della illiberalità fatta uomo.
La sua arroganza è arrivata al punto che, qualche giorno fa, all’inaugurazione di un pezzo di autostrada al confine fra Veneto e Friuli – dove era presente anche Fidenato – a precisa domanda di una giornalista sulla presenza dello stesso Fidenato ha risposto: “Fidenato chi? Non so chi sia e non mi interessa conoscerlo”! Che gentleman!
Questa pustola del leghismo, ancora oggi, ha emesso una nota in cui di fronte all’articolo del New York Times (non de “la Padania”) continua a sostenere una mirabolante serie di falsità sugli organismi biotech, tirando fuori una delle tante balle che piace usare solitamente ai suoi compagnucci di viaggio, i vandali dei centri-sociali, sulle cavie colpite da tumore.
Ma la battuta più divertente rilasciata da questo “parassita-istituzionale” che vive di soldi pubblici è la seguente: “C’è la necessità di mostrare alle multinazionali che non possono introdurre coltivazioni Frankenstein nel nostro Paese senza autorizzazione”.
Ostrega: multinazionali? Cibo Frankestein? Ops, irrispettabile signor Zaia, ma non s’è accorto di aver pestato l’ennesimo “merdone” sostenendo queste cose?
Vorrei riportarle alla mente una cosetta. 26 gennaio 2010, Ansa:
“ROMA – In uno dei luoghi più tipici del mangiar giovane, McDonald’s, la catena fast-food che annovera circa il 50% della clientela under 30, arriva un panino e l’insalata con sapori, ingredienti, e tipicità tutte italiane.
Si chiama McItaly, ed è la nuova linea 100% Made in Italy, con carne nazionale, appunto, olio extra vergine e prodotti certificati come l’Asiago Dop e la Bresaola della Valtellina Igp, in vendita da domani e per almeno sette settimane nei 392 punti vendita italiani.
A presentarlo, oggi nel primo punto vendita in Italia della multinazionale (Roma – Piazza di Spagna), è il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia.
‘Sono grato a McDonald’s che si è prestata a questa grande operazione culturale’ ha detto Zaia”.
Caspiterina, che meravigliosa contraddizione! Lei, il paladino del radicchio trevigiano, s’è prestato a fare da uomo-immagine a una “MULTINAZIONALE” che vende “CIBO SPAZZATURA” e per di più con carne che proviene da animali alimentati con mangime ogm! Evito di riportarle le frasi sconclusionate dei suoi amichetti di “Ya Basta e dintorni” sulla catena McDonald’s, quelli che secondo lei “a Vivaro hanno ripristinato la legalità”.
Evito di ricordarle cosa pensano dei panini del gigante americano i componenti della sua tanto cara “task-force anti ogm”, zeppa di slowfoodisti e bio-voraci.
Mi permetto solo di renderla edotta di un’altra notizia, che i telegiornali leccaculisti non hanno sparato in prima serata come fecero quando vossignoria il doge, con cappello da chef e grembiulino, si fece fotografare in un ristorante romano (già romano, il territorio in cui il suo partito sguazza come un ratto nell’acqua di fogna).
Ecco la notizia, tratta da “Eco-blog” e datata 22 luglio 2010: Addio al Mc Italy: il panino di Zaia è un flop e Mc Donald’s lo toglie dai menù!
Ringo Starr, che faceva il musicista già negli Anni ’60 sosteneva: “Tutto quello che il governo tocca si trasforma in merda”! Ora, anche i capoccia di McDonald’s l’hanno constatato, dopo averla invitata a lanciare un panino.
Un tempo era ricordato come ministro? Da oggi, in poi lei, signor Zaia è e rimarrà sempre e solo un Mc-cialtrone!
Tratto da http://www.movimentolibertario.it