Elezioni Giappone, trionfo Democratico dopo 54 anni di opposizione

Conquistati 308 seggi sui 480 della Camera bassa. Il premier Aso si dimette dalla guida dei liberaldemocratici

Non è servito a nulla l’avvertimento del premier Taro Aso nel suo ultimo comizio: «Attenti, dietro il nuovo si celano vecchi vizi».

Il Giappone ha scelto di cambiare pagina e lo fa decretando la pesante sconfitta dei liberaldemocratici al potere da 54 anni, salvo una breve parentesi, e la vittoria del partito dei Democratici all’opposizione.

Il primo ministro si è dimesso dalla guida dei liberaldemocratici.

«Il risultato – ha detto Taro Aso – è molto severo e credo che dobbiamo riflettere su questo per avere una nuova partenza. Per parte mia, mi prendo la responsabilità della sconfitta».

Il partito Democratico punta a un governo di coalizione malgrado abbia la maggioranza assoluta dei seggi della Camera dei Rappresentanti (camera bassa) dove ha ottenuto 308 seggi, rispetto ai 112 che aveva, sui 480 totali.

Una disfatta annunciata quella dei liberaldemocratici di Taro Aso, al potere da 54 anni, salvo una breve parentesi nel 1993.

Lo tsunami elettorale colpisce il partito al governo in un Giappone stretto dalla crisi economica, che ha visto per la prima volta la chiusura di uno stabilimento della Toyota.

«Se ci sarà un governo a guida democratica, vorrei per alleati i Socialdemocratici e il Peoplès New Party. Ho detto questo durante la campagna elettorale e non c’è motivo di cambiare», ha assicurato Hatoyama in conferenza stampa.

Con i due partiti più piccoli, infatti, Hatoyama potrebbe tra l’altro avere la maggioranza assoluta nella Camera Alta, conquistata nel 2007.

Il Dpj controlla 118 dei 242 seggi del ramo minore del parlamento con il sostegno del People’s New Party: con i cinque che fanno capo ai Socialdemocratici guadagnerebbe la maggioranza assoluta.
Il potente ministro delle Finanze, Kaoru Yosano, viaggia verso la sconfitta nel collegio di Tokyo 1, battuto dal democratico Banri Kaieda.

Tracollo in vista anche per gli ex premier Yasuo Fukuda e Yoshiro Mori.

Shoichi Nakagawa (l’ex ministro delle Finanze, accusato di essere ubriaco al G7 di Roma) sarebbe stato sconfitto nel collegio Hokkaido 11.

Battuto sempre in Hokkaido, l’ex potente portavoce del governo Fukuda, Nobutaka Machimura, mentre Yukio Hatoyama avrebbe incassato nel suo collegio, sempre in Hokkaido, preferenze oltre al 75%. Ichiro Ozawa, ex leader dei Democratici, costretto alle dimissioni per il coinvolgimento in uno scandalo sui finanziamenti illeciti, parla di «grande sfiducia verso il governo».

E’ stato un voto «per il cambiamento e contro le politiche del governo» ha detto il leader dei Democratici (DpJ), Yukio Hatoyama.

«Il partito è da ricostruire» commenta Shigeru Ishiba, ministro dell’Agricoltura e primo esponente dei liberaldemocratici (Ldp).

Sono quasi 14 milioni gli elettori che hanno deciso di votare in anticipo nel periodo 19-29 agosto.

Il 13,40% degli aventi diritto rappresenta il nuovo record per le consultazioni, circa il 50% in più rispetto agli 8.962.847 di voti delle precedenti elezioni del 2005.

La normativa nipponica prevede che, in caso di impedimento o di assenza nel giorno delle elezioni, si possano esprimere le proprie preferenze in anticipo, tra l’apertura ufficiale della campagna elettorale e la vigilia dell’apertura dei seggi. Sia il premier liberaldemocratico Taro Aso, sia il suo sfidante, il democratico Yukio Hatoyama, hanno votato nei giorni scorsi.

L’affluenza si è attestatata al 41,83% alle ore 16.00 locali (le 9 in Italia).

Si tratta di una percentuale in leggera flessione sul 42,57% delle elezioni del 2005.

Il dato, tuttavia, non include il 13,40% di elettori che ha scelto di votare in anticipo che farebbe salire la quota complessiva al 55,23%.

Nel 2005, quando l’ex premier liberaldemocratico Junichiro Koizumi ottenne una maggioranza schiacciante, l’affluenza si fermò al 67,51%.

ELEZIONI POLITICHE 2009
Partito Seggi 2009 Seggi 2005

Dpj – Partito democratico

308

112

Ldp – Partito liberaldemocratico

119

303

Nk – Nuovo Komeito

21

31

Jpc – Partito comunista

9

9

Sdp – Socialdemocratici

7

7

Pnp – Nuovo partito popolare

3

5

Yp – Vostro partito

5

-

Npn – Nuovo partito nipponico

1

-

Jrp – Partito della rinascita

-

1

Altri

1

1

Indipendenti

6

9

Tratto da Ilmessaggero.it

Party Comments
Liberal Democratic Party (LDP) Jiyū Minshu-tō, or Jimin-tō The LDP is second Japan’s largest political party and the senior partner of opposition.

Prime Minister Taro Aso was a member of this political party. It is a conservative party and is made up of various conservative and reformist factions.

The LDP has been in power almost continuously since 1955, when it was formed as a merger of early postwar Japan’s two conservative parties, the Liberal Party of Japan, Occupation, and the Democrat Party of Japan, Occupation.

The party is characterized as being very conservative on social and foreign matters.

Democratic Party of Japan (DPJ) Minshutō

The DPJ is Japan’s is largest party in the current governing coalition..

It was formed in the late 1990s as a result of the merger of several anti-LDP parties.

Its membership covers a broad spectrum of political beliefs, but it is generally perceived as a social liberal party and its positions on key issues are liberal or social-democratic.

New Komeito Komeitō (NKP)

The Shin Komeito Party (Japanese name for the New Komeito) is Japan’s third largest party and the governing party’s junior partner of LPD.

It was formerly known as the Clean Government Political Assembly and the Komeito.

The party is very heavily left-wing, with a focus on environmentalism, globalism, and pacifism.

Japanese Communist Party Nihon Kyōsan-tō (JCP)

The Japanese Communist Party is Japan’s fourth largest party and the middle partner of the opposition coalition.

It is a communist party of the left-wing.

Though it is communist, it is not against religion.

It supports multi-party democracy and does not advocate the imposition of radical change on Japanese society.

While it now recognises the Emperor as a figurehead head-of-state, it opposes his involvement in official functions and JCP members boycott official functions where he is present.

It is considered pacifist and skeptical of the United States.

Social Democratic Party (Japan) Shakai Minshutō or Shamin-tō (SDP)

Current policies of Social Democratic Party

  • Complete disarmament of Japan in accordance with pacifist principles. The Japanese Self-Defence Force will be replaced with a force dedicated to disaster relief and foreign aid.
  • Introduction of an environment (carbon) tax.
  • Significant increase in the scope of wildlife protection legislation, increasing the number of protected species and setting up of protection zones
  • A switch from a mass-production / mass-consumption society to a sustainable society in coexistence with nature.
  • Clampdown on harmful chemicals, e.g., restriction on use of agricultural chemicals, ban on asbestos, tackling dioxin and soil pollutants.
  • Increased investment in public transport, encouraging a switch from road to rail, and from petrol powered buses to hybrids, electric vehicles and Light rail transit.
  • The SDP is the only major political party which is in clear opposition to nuclear power, and proposes a gradual switch to wind energy as the nation’s base energy source.

Social-Democratic

People’s New Party
Kokumin Shintō
(PNP)
Conservative
Your Party (YP)
Minna no Tō みんなの
Conservatism, Centre-right, Economic liberalism

Integrazioni da Wikipedia.org

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