Leonardo Facco: Elogio dell’evasore fiscale

elogioIn un paese con una pressione fiscale come l’Italia, nel quale un ex-ministro ebbe a dire che le tasse sono bellissime, un libro come Elogio dell’evasore fiscale, scritto da Leonardo Facco per Aliberti editore (14 €), mancava proprio.

Del resto, la pressione fiscale reale, in Italia è del 65,8%, leggermente superiore alla già alta media di Eurolandia (64,1%), la quale è molto maggiore rispetto a quella statunitense, che è del 37,3%.
Leonardo Facco è imprenditore, editore, giornalista e fondatore del Movimento Libertario ed è del tutto estraneo a qualsiasi consorteria politica.

Vive a Treviglio, in provincia di Bergamo, ed è un lumbard duro e puro nello spirito, ma senza quella grossolanità e quell’approssimazione culturale che spesso accompagna, ad esempio, gli esponenti della Lega.
In ogni modo, il libro è di agile lettura, ma non per questo banale.
Fa riflettere e si apre con un capitolo intitolato Piove, governo ladro!, detto che deriva dalla constatazione che sia la pioggia, sia il fatto che i governo sia ladro sono due eventi non collegati, ma entrambi inoppugnabili.

Ragion per cui, come non avremo mai un mondo senza pioggia, allo stesso modo non avremo mai un mondo con un governo che non allunghi le mani sul denaro altrui.
Vengono citati autori vecchi e nuovi: da John Locke, Henry Clark Wright, Lysander Spooner fra i primi, fino ai “contemporanei” Murray Newton Rothbard, Ayn Rand, Friedrich von Hayek, Michael Novak, Pascal Salin e Charles Adams, oltre agli italianissimi Sergio Ricossa e Antonio Martino.
Chi volesse cercare nel libro di Facco una sorta di decalogo di tecniche di evasione fiscale sbaglia bersaglio.

Del resto, una volta divulgata, una tecnica di questo tipo diventerebbe automaticamente inutile, in quanto fornirebbe allo Stato tassatore informazioni che per essere utili necessitano della massima segretezza.

Elogio dell’evasore fiscale mette a nudo l’illegittimità dello Stato tassatore descrivendo la sostanza del suo comportamento, consistente nel depredare le risorse degli amministrati senza il loro consenso.
Senza mezzi termini, per Leonardo Facco lo Stato si comporta come una banda di briganti, e se le tasse sono un furto, non pagarle è legittima difesa.

E accettare questo stato di fatto significa legittimare una condizione di schiavitù a cui lo Stato tassatore sottopone i propri cittadini, i quali sono spesso condizionati da slogan tipo pagare tutti per pagare meno.

Slogan ritenuto falso e ipocrita, dal momento che, se tutti pagassero il dovuto, è quasi certo che il maggior gettito si tradurrebbe in maggiori spese da parte dei politici, come dimostra il capitolo dedicato agli sprechi a cui dà luogo la spesa che lo Stato effettua con il bottino del pizzo riscosso.

Sì, pizzo.

Infatti, l’atto dell’esazione fiscale viene paragonato alla richiesta del pizzo, perché come la mafia impone il pizzo in cambio di una protezione costosa, quanto non richiesta, così lo Stato ci intima di pagare una somma nei modi e nell’entità da esso stabiliti, in cambio di un servizio che ci impone di accettare.
Naturalmente, non poteva mancare un’intervista al padre nobile del liberismo italiano, Sergio Ricossa.

Un tempo liberale einaudiano, ora Ricossa si è convertito alle idee libertarie, sposando un liberismo radicale e coerente.

Ma da ex-liberale einaudiano non poteva esimersi dal ricordare l’antico maestro Luigi Einaudi, che vedeva nell’evasione “Una giusta scappatoia di coscienza” quando l’imposizione raggiungeva livelli di confisca come l’attuale.

Tornando agli autori citati, a sorpresa ma non troppo, Leonardo Facco non manca di citare il Karl Marx difensore degli oppressi e degli sfruttati.

E se nella seconda metà dell‘800, Marx li individuò nel proletariato urbano che riempiva le fabbriche europee e soprattutto inglesi, oggi, secondo Leonardo Facco, non farebbe fatica a individuarli nelle migliaia di cittadini oberati dalle imposte.

Tanto da fargli gridare: Evasori di tutto il mondo, unitevi!

Leonardo Facco, Elogio dell’evasore fiscale Se le tasse sono un furto, non pagarle è legittima difesa., Aliberti Editore, 2009, (pag. 165,  14,00 €)

3 Risposte a “Leonardo Facco: Elogio dell’evasore fiscale”

  1. Elogio dell’imprenditore Fidenato « Io voto Pro Lib3rty Iniziative Weblog Dice:

    [...] Sosteniamo anche con un sacrificio in denaro la lotta libertaria, con un versamento magari piccolo, ma meritorio, al seguente IBAN: IT47N0200864951000041181330, Movimento Libertario, precisando quale causale “Sostegno a Giorgio Fidenato”. Infine, un consiglio per gli acquisti: procuratevi il libro di Leonardo Facco, Elogio dell’evasore fiscale. [...]

  2. Evadere il fisco per sopravvivere? Sarà pure una brutta cosa ma… « Io voto Pro Lib3rty Iniziative Weblog Dice:

    [...] Bompiani), che sposa toto corde le ragioni dello Stato e adotta una prospettiva giustizialista, ed Elogio dell’evasore fiscale di Leonardo Facco (edito da Aliberti), che invece evidenzia le ragioni della resistenza di fronte [...]

  3. Altro che caccia all’evasore, c’è chi lo elogia! « Io voto Pro Lib3rty Iniziative Weblog Dice:

    [...] un furto non pagarle è legittima difesa”, oppure “Evasori di tutto il mondo unitevi”. Il volume (editore Aliberti) è in libreria proprio nell’estate in cui il governo Berlusconi, più di altri [...]

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