Lukashenko fuori dall’ isolamento

Il leader bielorusso a Roma: nessuno mi ha chiesto riforme.    Il governo ha evitato la conferenza stampa per non dare troppo risalto alla venuta dell’ «ultimo dittatore»

Articolo di Maurizio Caprara

ROMA – L’ amico di Silvio Berlusconi dal passato sovietico non è più soltanto Vladimir Putin, ex ufficiale del Kgb del quale il presidente del Consiglio si definì «avvocato».

Al presidente russo si è aggiunto quello bielorusso Aleksandr Lukashenko, più modestamente in servizio nelle truppe della guardia di frontiera e nell’ esercito dell’ Urss tra 1975 e 1977 e tra 1980 e 1982.

«Patriarca della politica italiana e internazionale» è la definizione del Cavaliere data da Lukashenko ieri dopo che, sedendosi a tavola con Berlusconi e Franco Frattini martedì sera a Palazzo Chigi, era riuscito a infrangere l’ isolamento subito da 14 anni per volontà di Usa e Unione europea a causa della repressione inflitta agli oppositori.

Niente conferenza stampa, aveva scelto la presidenza del Consiglio per evitare troppo risalto all’ accoglienza riservata a uno degli ultimi dittatori d’ Europa. Ma l’ uomo che nel 1994 andò al potere a Minsk nel nome della lotta alla corruzione non si è affatto sottratto ai giornalisti quando, il giorno successivo, è stato a Roma dal gran maestro dei Cavalieri di Malta.

In pubblico, il governo italiano aveva sostenuto che con l’ ospite sarebbe stata perorata la causa delle libertà in Bielorussia.

«Nessun leader europeo mi ha chiesto alcunché su qualunque riforma», ha dichiarato Lukashenko. Poi il suo resoconto sulla serata con il Cavaliere. Descrizioni: «Oltre tre ore. Berlusconi è pieno di energie. Siamo stati insieme fino a dopo mezzanotte. Abbiamo visitato il palazzo».

Giudizi: «Ho molto apprezzato volontà e decisione con le quali Berlusconi ha inviato in Abruzzo l’ esercito, risolvendo presto situazioni drammatiche». Cronisti in cerca di titoli hanno citato tesi secondo le quali il Cavaliere comporta rischi autoritari.

Lukashenko, protettivo: «Anche se qualcuno lo chiama dittatore, il 75% degli italiani ha fiducia in lui. E’ il patriarca…». A Varsavia, ieri, il presidente del Consiglio ha dovuto spiegare al governo polacco come era andata. «Ho incontrato Lukashenko perché ritengo si debba sempre parlare…

E’ venuta l’ ora anche per la Bielorussia di stimolare il Paese a raggiungere un grado di democrazia che possa essere assimilato a quelle europee», ha detto. Nel ricordare la marcia della Turchia verso l’ Ue, Berlusconi ha affermato di non ritenere che «Lukashenko sia pronto a un traguardo del genere» e che però vuole superare l’ isolamento.

Tra le sponde europee cercate dal dittatore per bilanciare l’ influenza russa su Minsk, quella di Berlusconi è per Putin la più affidabile.

Tratto da Corriere.it

Una Risposta a “Lukashenko fuori dall’ isolamento”

  1. Il compagno di tutte le Russie « Io voto Pro Lib3rtarian Iniziative Dice:

    [...] del suo partito in Italia. Il ritorno di fiamma nei confronti del dittatore bielorusso Lukashenko (in Italia già l’anno scorso alla pari di Gheddafi) mostra l’assidua attenzione di Berlusconi nei confronti [...]

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